Il caso fidejussioni e un “sistema” contro. Tranquilli tifosi, vi difende il Milan

di Pasquale Campopiano

Pagine e pagine gonfie di dubbi e con continui rimandi alla “folle e per nulla convincente” operazione architettata da Yonghong Li per l’acquisizione del Milan. Il caso fidejussioni con le mancate garanzie per l’acquisto di Lucas Biglia e Leonardo Bonucci, è solo l’ultimo dei tackle sul nuovo Milan dei cinesi da parte dei media italiani. Che notoriamente, ad agosto, preferiscono dedicarsi alle più bizzarre fantasie di mercato, ma per il Milan fanno un’eccezione. Perfino nei giorni di Neymar e della più folle operazione finanziaria che rischia di far saltare il banco del calciomercato.

FIUMI DI PAROLE – Cioè, si è parlato più delle mancate fidejussioni di Biglia e Bonucci che dell’atomica qatariota che sta spostando la geografia calcistica, sacrificando sentimenti e passioni sull’altare del Dio Denaro. Non scherziamo. Perfino nel giorno del ritorno del Diavolo all’Inferno, con 65mila persone a San Siro per la sfida al Craiova che hanno scelto di salire a 40 gradi per rituffarsi in quel bisogno di amore a tinte rossonere, perfino quel giorno si è parlato più delle fidejussioni di Bonucci e Biglia. E oggi che la soluzione è stata trovata, che come più volte annunciato dalla stessa società di via Aldo Rossi, “tutto sarebbe stato risolto senza patemi” e che Biglia e Bonucci sono abili e arruolabili e finalmente due calciatori da poter schierare nel nuovo Milan, che succede oggi?

IERI E OGGI – Anzi partiamo da ieri. Il Milan lascia filtrare che le fidejussioni dei due ultimi acquisti sono arrivate e i siti specializzati nazionali (la maggior parte) aprono con il punto interrogativo finale: della serie “Milan, il caso è chiuso?”. Ma scusate, a me sembra di ammattire, ma se lo hanno appena comunicato, il caso è chiuso. Via quel punto interrogativo. Ovvio che altri, piuttosto che comunicare l’esito della vicenda fideussioni, abbiano invece preferito lanciarsi a caccia del “No delle 7 banche”, della “Banca Ifis di Sebastian von Furtenberg, figlio di Clara Agnelli”, alludendo a favori personali e rapporti speciali. Questo è successo ieri, si è continuato ad alimentare “la cultura del sospetto” nei confronti di questa società.

LINEA D’OMBRA – Oggi. Dopo giorni e giorni in cui cercavo notizie d’estate e di calciomercato e mi imbattevo su “tutti i meccanismi delle fidejussioni: come funzionano e perché il Milan rischia tantissimo e perché Bonucci tornerà alla Juventus e perché Lotito farà causa a Yonghong Li quando vedrà Biglia rientrare a Formello”, oggi ho finalmente cercato notizie sulle fidejussioni. Ho sfogliato i principali quotidiani a caccia del “caso risolto”: la risposta dei media italiani è stata qualche trafiletto (che in gergo significa piccolo pezzo giornalistico di secondo piano) o l’inserimento della fine del tormentone dentro i cosiddetti pastoni societari e di mercato. Poche testate hanno dedicato lo stesso spazio del “problema fidejussioni” alla soluzione del problema fidejussioni. C’è una sottile “linea d’ombra” che è dichiaratamente prevenuta ed osteggia qualsiasi movimento della nuova proprietà cinese del Milan.

VI DIFENDE IL MILAN – I tifosi lo hanno capito, ma chi li difende? Semplice, li difende in Milan. Ai tantissimi supporters rossoneri che in queste ore mi hanno scritto sui social angosciati dalla vicenda fidejussioni quando dovevano solo gioire per il ritorno del Diavolo a San Siro, ho risposto sempre la stessa cosa. A tutti. “Tranquilli, a voi penserà il Milan stesso”. Che ha già dimostrato di puntare tutto sulla passione e l’amore della sua gente, al centro del nuovo progetto comunicativo voluto da Marco Fassone, Massimiliano Mirabelli e Fabio Guadagnini. E che nei prossimi mesi aumenterà questo senso di condivisione, prendendo per mano tutti i suoi tifosi e “portandoli all’Inferno”. L’hashtag #weareateam non è per nulla casuale: si fa squadra, insieme. Vi difende il Milan.

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#nerosurosso, numeri da record: la vera storia sulla cessione del Milan ai cinesi va in ristampa prima dell’uscita in libreria

700 copie polverizzate soltanto sotto la spinta dei social. Altre 800 in vendita nei primi giorni di agosto in tutti gli store online e in tutte le librerie italiane. In tutto fanno 1500, e non basteranno. Ecco perché la Ultra Sport, società editrice che fa capo al gruppo Castelvecchi, ha deciso di andare subito in ristampa con #nerosurosso, l’opera prima del giornalista Pasquale Campopiano che racconta la vera storia della cessione del Milan ai cinesi. Il libro, attesissimo dai tifosi rossoneri, al termine di un lunghissimo anno di trattative segrete che hanno caratterizzato la spy-story calcistico-finanziaria più seguita degli ultimi anni, sta andando letteralmente a ruba. I tifosi del Diavolo, ma anche tanti semplici appassionati di calcio, lo stanno letteralmente “divorando” sotto l’ombrellone; #nerosurosso ha conquistato i suoi lettori grazie a una storia potente e dolorosa, mixando  articoli giornalistici, sms su whatsapp, tweet e post su Facebook.

UN LIBRO 3.0 – “È un libro 3.0 – ammette Pasquale Campopiano, che in 14 mesi ha raggiunto 130 milioni di visualizzazioni sui suoi profili social -, è una storia moderna. Per scriverla mi sono rinchiuso un mese e mezzo nel mio “bunker” romano nel quartiere Trieste e per confezionarlo ho dovuto rileggermi più di 75mila tra sms di chat su whatsapp, interazioni su Twitter e commenti su Facebook. Questa è una storia vera, dove si intrecciano scoop giornalistici e amicizia, paure e successi, rivelazioni e amori infranti. Il titolo non deve ingannare – conclude Campopiano – di calcistico e finanziario c’è solo una traccia. #nerosurosso è il dietro le quinte, la storia nella storia, il racconto segreto della cessione più pazza e morbosamente seguita degli ultimi anni. Rigorosamente con l’hashtag davanti al titolo”.

IL #NEROSUROSSOONTOUR – I numeri di #nerosurosso sono impressionanti, perché il libro va in ristampa addirittura prima che esca nelle librerie. L’autore, in attesa dell’uscita ufficiale, si è inventato il #nerosurossontour, ed ha deciso di portare il libro nelle case dei tifosi milanisti di tutta Italia. A Sonnino (LT) l’8 luglio, a Tissi (SS) in Sardegna il 15 luglio, a Cava de’ Tirreni, nella terra dove Campopiano è cresciuto, il 21 luglio; ovunque c’è stato  un bagno di folla e di passione per quello che i tifosi del Milan considerano il “testamento” della tanto attesa cessione societaria. Pasquale Campopiano, che è stato il giornalista che più di tutti ha seguito la vicenda, è stato anche ospitato dal Festival Internazionale del Cinema di Giffoni (dove collabora da anni con lo storico giornalista Rai Tonino Pnto): nella magica terra del cinema per ragazzi è avvenuta la prima presentazione ufficiale alla stampa di #nerosurosso, che ha avuto ampio risalto sulle pagine dei quotidiani nazionali. Pochi giorni fa, invece, workshop romano nella sede di Supernews, davanti a tanti aspiranti giornalisti incuriositi. Il #nerosurossontour non si ferma e ad agosto toccherà nuove tappe, poi Pasquale Campopiano il 25 agosto sbarcherà in Puglia, a Trani, ospite del Festival “Libri nel Borgo Antico”.

ORA, LE LIBRERIE – Un successo inatteso ma salutato con entusiasmo dalle migliaia di tifosi rossoneri che hanno seguito con affetto e con passione la storia e le notizie pubblicate dal giornalista. Che a sua volta ha messo i tifosi al centro della sua opera, dedicandogli un’intera appendice del libro, con tutti i loro tweet di giubilo pubblicati il giorno del closing del Milan in calce alla pubblicazione. Prefazione di Xavier Jacobelli e postfazione di Andrea Scanzi, #nerosurosso è acquistabile qui e presto sarà in tutte le librerie italiane.

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Miilan-Donnarumma, lo spiraglio c’è: ma il rinnovo ci sarà solo a determinate condizioni

di Pasquale Campopiano
Non è ancora finita. La storia tra il Milan e Gigio Donnarumma, dopo una settimana difficile e piena di colpi di scena, continua. Nel senso che le parti stanno provando a ricucire l’enorme strappo sul capitolo rinnovo, comunicato senza mezzi termini lo scorso weekend. Sia chiaro che la situazione non è cambiata ufficialmente: al momento vale la comunicazione di Raiola che ha annunciato che il portiere non rinnoverà il suo contratto col Milan. Ma dopo i giorni di passione, di contestazione,  ma anche di riflessione, il fronte Fassone-Mirabelli e quello Donnarumma-famiglia-Raiola, ognuno per suo conto, stanno valutando la migliore soluzione possibile da adottare. Per evitare di andare allo scontro finale, a una cessione poco remunerativa, a una permanenza forzata e a una svalutazione del calciatore. Nel frattempo il ragazzo, scosso dagli eventi, sta soffrendo con l’Under 21 in Polonia; non è sereno, si vede.

LO SPIRAGLIO  – Le ultime 48 ore hanno aperto uno spiraglio sul rinnovo. I fatti li conosciamo tutti: il NO seccato di Raiola,; i suoi rapporti non idilliaci con Mirabelli; il dispiacere con porta lasciata aperta da Fassone e dal Milan. Donnarumma ci sta pensando: si è messa in moto una macchina organizzativa per aiutarlo nello scopo. Contatti tra Montella e la famiglia del ragazzo, disponibilità da parte del Milan a riparlarne, ma soprattutto consapevolezza di Gigio nel cercare una soluzione. L’ostacolo, si sa, sarà Mino Raiola. Fonti vicine alla società rossonera smentiscono un possibile inserimento nella dinamica del rinnovo di Ibrahimovic con un contratto a gettone o annuale. La sensazione è che a compromessi con Raiola, dopo tutto quello che è successo, non si andrà. Quello spiraglio resterà aperto se Donnarumma accetterà determinate condizioni, il Milan sarebbe anche disposto a rivedere leggermente l’offerta di circa 5 milioni più bonus, ma Fassone e Mirabelli chiedono al numero 99 una decisione ponderata, valutata fino in fondo e sincera. Non sporcata dalle strategie ormai dichiarate di Mino Raiola. Si tratta di vedere quanto Gigio avrà voglia di esporsi in questa nuova situazione. Altrimenti sarà addio: in tutti i modi possibili che sono stati paventati dai giornali in questi giorni.

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Milan, Mirabelli incontra Raiola e Donnarumma a Montecarlo: pronta l’offerta, così come il piano B

di Pasquale Campopiano

Con i fatti. Senza troppi giri di parole. Il Milan si muove ed ha fretta, vuole capire cosa ha intenzione di fare Gigio Donnarumma del suo futuro, e per questo motivo Massimiliano Mirabelli, diesse rossonero, come nel suo stile, a fari spenti in macchina ha raggiunto Montecarlo per incontrare il portierone campano e il suo agente Mino Raiola. Incontro cordiale, schietto, sincero, dove il dirigente rossonero ha presentato l’offerta di rinnovo a Gigio e al suo agente. Un’offerta congrua, importante, sul quale vige il massimo riserbo, ma che come sempre verrà resa pubblica dal club di Via Aldo Rossi al momento opportuno, visto che Fassone e Mirabelli hanno sposato la linea della chiarezza con i tifosi rossoneri sin dall’inizio del nuovo corso targato Cina.

RINNOVO O PIANO B – All’incontro, come detto, erano presenti il diesse del Milan da una parte, Raiola e Donnarumma dall’altra. Il piano rossonero è quello di blindare il portiere con un contratto pluriennale e di garantirgli un futuro da bandiera in una squadra che ha già fatto capire a tutti quanto ha voglia di ritornare grande. L’offerta è decisamente allettante, visti anche gli stipendi percepiti dagli altri portieri top della Serie A. Da un rapdio brief sugli stipendi, in Italia gli estremi difensori delle squadre più importanti, si pensi a Szczesny, Reina e Handanovic, guadagnano in media tra i due e i tre milioni di euro a stagione. Tatarusanu a Firenze prende 700 mila euro, Perin a Genova 1,1 milioni; Marchetti della Lazio 1,4 milioni, Handanovic e Reina guadagnano 2,5 milioni a stagione, Szczesny 3 milioni e non sarà più il portiere della Roma che ha scelto Alisson che ne percepisce 1,5. Soltanto Buffon, icona della Juventus, sfonda il tetto dei 4,5 milioni. L’offerta per Donnarumma è pronta, ma il Milan ha fretta e ha messo in chiaro le sue intenzioni. Se Raiola e Gigio diranno sì si andrà avanti verso un futuro importante, altrimenti il piano B è pronto: proprio Wojciech Szczęsny, portiere polacco di proprietà dell’Arsenal in uscita dalla Roma, potrebbe essere la nuova scelta di un Milan che non ha più intenzione di aspettare.
L’unica indiscrezione che trapela è che il club ha grande rispetto per Raiola e per Donnarumma e per i loro piani futuri, ma che, allo stesso tempo, chiede ai diretti interessati rispetto per un Milan che ha voglia di tornare lassù dove gli compete.

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Radio Rossonera, nasce una nuova voce: libera, vera, milanista

Una voce nuova, libera, vera, completamente milanista. Il 6 giugno partirà ufficialmente una nuova avventura, quella di Radio Rossonera. Dall’idea dell’avvocato Giuseppe La Scala e di suo fratello Filippo, grandissimi tifosi rossoneri e da sempre impegnati nel mondo Milan per dare voce alla gente. Radio Rossonera è un progetto ambizioso e concreto che sposa la tecnologia del web e la mixa con il fascino di una radio e le notizie di un sito interamente dedicato al Diavolo. Il tutto condito dal simbolico traguardo di raggiungere i 1899 iscritti per quella che sarà una società editoriale fatta completamente dai tifosi. 1899, come l’anno di fondazione del Milan. Coinvolti a pieno titolo nel progetto editoriale, i tifosi rossoneri saranno essi stessi finanziatori e proprietari della radio, che sarà a loro interamente rivolta. A tutti gli iscritti sarà regalata una copia dello statuto originale del Milan, targato 1900, un pezzo di storia da conservare.

PICCOLI AZIONISTI PER GRANDI TRAGUARDI – L’avvocato La Scala e gli altri rappresentanti dei piccoli azionisti del Milan (Dubini, Cammarata e Gatto) non sono dei semplici promotori dell’iniziativa editoriale, sono soprattutto degli amici. Ho avuto la fortuna di conoscerli nel lungo e tortuoso cammino della cessione del Milan ai cinesi e il 6 giugno avrò l’onore di essere con loro all’Auditorium Calamandrei per dare forza alla loro nuova e rivoluzionaria voce. Radio Rossonera è anche lo sforzo lavorativo di altri fantastici compagni di viaggio, come Alessandro Jacobone e Pierangelo Rigattieri. Su tutti, però, il mio fraterno abbraccio va a un ragazzo che ha il giornalismo nel sangue: Pietro Balzano Prota è stato l’amico di tante notti e tanti giorni passati in compagnia del Diavolo e della sua storia. Sarà il direttore della Radio e per me sarà una gioia essere al suo fianco. Piccoli azionisti, blogger e giornalisti: benvenuta Radio Rossonera, ti aspettano grandi traguardi.

 

RADIO ROSSONERA - COMUNICATO STAMPA

 

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Milan China, stadio, e partnership commerciali. Ecco il piano cinese: “Faremo forti investimenti sul mercato”

Un manager di altissimo profilo. Con idee chiare e grande predisposizione al dialogo. Provate a chiedere a un piccolo azionista del Milan che cosa pensa di Marco Fassone, e vi risponderà così. L’attuale amministratore delegato e dg del Diavolo stamattina è intervenuto nell’attesa assemblea dei soci a Casa Milan, delineando progetti e strategie della nuova proprietà cinese. La frase che cattura le attenzioni di tutti è quella più attesa dai tifosi, perché Fassone annuncia che “nel prossimo anno non avremo dei bilanci eccezionali, proprio perché spenderemo grosse cifre per rinforzare la squadra”. Musica per le orecchie di milioni di fans assetati di mercato: il Milan si è mosso, si sta muovendo e si muoverà per tornare grande. Fassone ha parlato anche di stadio “so benissimo come si fa fruttare uno stadio di proprietà”, avendo già curato il lancio dello Stadium della Juventus, e si è soffermato anche sulla nuova società cinese, l’Ac Milan China (annunciata in tempi non sospetti su questo blog), che è in fase di composizione e che svilupperà merchandising e partnership commerciali al di là della muraglia. Chiaro, chiarissimo, come sempre. Il manager ha chiarito anche gli aspetti dell’indebitamento del club che “resta sotto controllo”, dettaglio importantissimo in questo momento storico. Ma vado con ordine e provo a spiegare ai miei lettori i punti chiave del progetto cinese.

I DEBITI – Partiamo dalla cosa che più preoccupa: l’indebitamento con il fondo americano Elliott, prestito con forti tassi d’interesse da restituire nel giro di 18 mesi. La strategia è chiara: la Rossoneri Luxembourg, proprietaria di AC Milan, ha contratto il debito di 180 milioni per arrivare al closing. Siglata la firma, la nuova proprietà ha subito coperto la gestione ordinaria di Fininvest al 31 dicembre 2016, e ha estinto l’indebitamento bancario precedentemente contratto dalla società di via Paleocapa pari a 73 milioni di euro.  I quali rappresentano ora la prima delle due linee di debito. Che si somma all’altra di circa 50 milioni, budget destinato agli investimenti futuri, che in totale fanno i 123 milioni di Elliott. Come coprirà questo debito il Milan? Con due bond da 70 e 50 milioni emessi da un istituto finanziario sul mercato borsistico di Vienna che saranno rilevati da Elliott a copertura di tutte le spese. Ecco spiegato il meccanismo di indebitamento con il fondo americano, che in realtà compra il debito del Milan sotto forma di obbligazioni. E potenzialmente, per speculare, può rivenderlo a potenziali compratori e trarne un ulteriore interesse giocando sui tassi (che partono, ricordiamolo dal 7,7%).

GLI AUMENTI DI CAPITALE – L’assemblea di oggi ha approvato altri due provvedimenti importanti. Un aumento di capitale da 60 milioni di euro chiesto ed ottenuto dai nuovi proprietari cinesi, ai quali va aggiunto un altro aumento da ulteriori 60 milioni che in base alle esigenze dei nuovi soci, potrà essere messo a disposizione del club senza ulteriori approvazioni dell’assemblea, che ha già deliberato. Segno evidente che il Milan cinese ha voglia di investire e lo farà, tenendo sempre sotto controllo la situazione debitoria che per la nota vicenda del voluntary agreement con la Uefa (a proposito una risposta del massimo organismo calcistico europea è attesa nei prossimi giorni) dovrà rientrare nei parametri consentiti entro il 2021 (il piano è quadriennale). Il capitale sociale di Ac Milan, che attualmente è di 24 milioni di euro, come da bilancio, con questi due aumenti salirà, dovessero essere sfruttati entrambi, a 144 milioni di euro, soldi che serviranno per coprire le spese gestionali del club.

AC MILAN CHINA – Ma come farà il Milan a trovare i soldi per coprire quelli che sembrano soltanto soldi in uscita in questo momento? Fassone ha chiarito anche questo punto agli azionisti.  All’orizzonte c’è AC Milan China che sta per materializzarsi. La nuova società che sarà consorella di Ac Milan, Milan Entertainment, Milan Real Estate, M-I per lo stadio, e Fondazione Milan, vedrà la luce in Cina molto probabilmente a partire da luglio. Sarà una branca ad intera gestione e composizione cinese e sarà un asset strategico per il club. Perché allo studio ci sono accordi commerciali importanti e un piano condiviso con la Repubblica Popolare guidata da Xi Jinping. Lo stato cinese, infatti, consentirà al Milan di portare il suo know how calcistico con scuole calcio e metterà le sue strutture a disposizione del club di via Aldo Rossi. Che a sua volta genererà dei ricavi indiretti, perché punterà a firmare accordi commerciali con le grandi aziende facendosi sponsorizzare “l’hardware” di tutto il piano. Facciamo un esempio? Adidas potrebbe firmare un accordo col Milan e garantire il proprio materiale tecnico a tutte le scuole calcio Ac Milan in Cina. L’obiettivo stimato è quello di generare un fatturato che copra il 25% dei ricavi attuali del club: tradotto in economia “popolare”, come mi piace definirla, se i ricavi sono di 230 milioni da bilancio 2016, il fatturato di Ac Milan China dovrebbe sfiorare i 60 milioni di euro se non superarlo nelle migliori previsioni.

UN BUSINESS CHE INCLUDE LO STADIO – Così il Milan farà business in Cina e punterà da subito ad aumentare il suo fatturato e a rientrare dai debiti aggiustando negli anni il bilancio. Ovviamente la quotazione in borsa e gli altri accordi commerciali fanno parte del piano cinese, così come uno stadio di proprietà. Attenzione, non è detto che lo stadio sia un nuovo stadio, ma potrebbe anche essere San Siro rivisto e rimodellato come se fosse uno stadio di proprietà in accordo con l’Inter. Fassone lo ha detto agli azionisti: “So come si fa”, e c’è da scommetterci che possa essere un’arma potentissima di ricavi economici (con aumento degli abbonamenti e delle revenues commerciali) una volta trovato l’accordo con il comune di Milano e con i cugini cinesi nerazzurri.
Chiudo con una nota di commento: oggi nell’assemblea dei soci sono stati distribuiti anche i curricula di tutti i componenti del cda. Sappiamo dunque qual è il percorso finanziario di Yonghong Li e del suo braccio destro Han Li, ma il mio occhio si è focalizzato soprattutto sulla figura chiave dell’intera operazione, Lu Bo. Il direttore generale del fondo a partecipazione statale Haixia è il responsabile degli investimenti del fondo stesso e soprattutto è coinvolto a pieno titolo nei piani finanziari dello SDIC (State Development Investment Corporation), la branca dello stato cinese che sta per firmare accordi strategici di ampio respiro con AC Milan China. Tutto più chiaro adesso?

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Milan, mercato in fermento: Kessie vicino, si lavora per Fabregas. Donnarumma incedibile. Il sogno è Benzema?

Sotto traccia. Il Milan lavora. Tantissimo. Sono giorni frenetici in via Aldo Rossi, dove Marco Fassone e il suo staff stanno delineando tutte le strategie della proprietà cinese. Il nuovo management ha le idee chiare, così come l’area sportiva, Massimiliano Mirabelli in testa, che sta mettendo a punto il piano di mercato. Stilato in tempi non sospetti, quando la parola closing sembrava ancora un miraggio.

KESSIE E IL PAPU GOMEZ – Il budget messo a disposizione da Yonghong Li e dalla nuova proprietà è importante: circa 150 milioni che tra ammortamenti e stato patrimoniale consentiranno a Mirabelli e soci di poter centrare i primi obiettivi di mercato. In questo senso sarà decisiva anche la prossima assemblea di soci del 18 maggio, in cui verranno poste le basi del mercato che verrà. Ma il ds calabrese ha già fatto le sue mosse: di Kessie si sa più o meno tutto, l’offerta rossonera al calciatore e all’Atalanta è importante (circa 2 milioni a lui, un totale da 28 milioni inclusi i bonus alla Dea). La Roma in questo momento è dietro e questa settimana potrebbe essere cruciale per poter chiudere un affare che darà a Montella un tassello importante a centrocampo. A questo proposito con il club di Percassi il discorso potrebbe essere allargato perché, non dovesse arrivare a Keita della Lazio, il Milan potrebbe virare sul Papu Gomez. Se n’è parlato in uno dei recenti incontri tra i vertici delle due società e il calciatore avrebbe già dato il suo assenso.

MUSACCHIO OK, MISSIONE PER RODRIGUEZ. CESC, NON E’ FINITA – A centrocampo i lavori in corso sono tanti, anche perché in difesa Mirabelli ha già gettato le basi per una rinascita. Affare fatto con Musacchio del Villarreal, sarà annunciato nelle prossime settimane; corsia preferenziale aperta con Ricardo Rodriguez del Wolfsburg, lo staff dirigenziale rossonero dovrebbe sbarcare in Germania nei prossimi giorni. Ma il vero pallino di Mirabelli resta Cesc Fabregas, il campione spagnolo del Chelsea: la trattativa è ancora decisamente in piedi e molto dipenderà dal futuro di Antonio Conte sulla panchina dei Blues. Dovesse restare, il tecnico darebbe l’ok alla cessione dell’ex blaugrana; in caso di addio (poco probabile), l’arrivo di un altro allenatore potrebbe garantire a Cesc un posto da titolare a Londra, che resta la città preferita dal centrocampista.

ARRIVERA’ UN GRANDE ATTACCANTE: BENZEMA? – E l’attacco? Si è parlato molto di un approccio con il ds  del Torino Petrachi per il gallo Belotti, l’uomo dei sogni dei tifosi rossoneri. Ma Urbano Cairo non sposta la sua richiesta di un millimetro: i 100 milioni della clausola rescissoria vanno pagati sull’unghia. E allora Mirabelli e Fassone sono andati decisamente a caccia di un grande nome per l’attacco del Diavolo, anche perché nelle intenzioni della nuova proprietà nel caso arrivasse l’offerta giusta, Bacca verrà ceduto. Le indiscrezioni parlano di un attaccante “forte, molto forte”, di un nome che i tifosi in questo momento non si aspettano: la qual cosa escluderebbe i tanto circolati  Morata e Aubameyang. Di certo a chi scrive risulta che in passato quello di Cavani è stato un nome rimbalzato tra Milano e Pechino, ma el matador ha rinnovato con il Psg. Chi potrebbe essere allora? C’è un altro profilo che da tempo solletica la fantasia della nuova proprietà cinese ed è quello di Karim Benzema, il campione del Real Madrid. Tutto potrebbe essere più chiaro dopo la finale di Champions con la Juve a Cardiff. Il viaggio recente a Madrid di Mirabelli potrebbe essere servito anche per avvicinarsi al francese. Difficile, ma non impossibile. Restano altre due piste calde da battere: quelle che porterebbero a uno tra Dzeko e Kalinic. Quel che appare certo è che il prossimo Milan avrà un attaccante top lì davanti.

GIGIO NON SI TOCCA – Capitolo Donnarumma, il nome che più scalda i cuori dei tifosi. Yonghong Li, il neo presidente rossonero è stato categorico: Gigio non si tocca. Non è minimamente nelle intenzioni della nuova dirigenza una cessione seppur dolorosa, del portierone campano. Nemmeno davanti ad un’offerta folle. Raiola sta facendo le sue mosse: prende tempo, vuole capire i piani, non ha fretta. Il Milan si che ce l’ha e Fassone ha già preparato l’offerta che blinderebbe il numero 99 rossonero e darebbe ai tifosi la certezza di iniziare con “le mani” giuste. Nelle prossime settimane l’ad la presenterà a Donnarumma e al suo agente, la volontà del ragazzo (che vuole restare) peserà, ma non sarà facile convincere Raiola. L’alternativa sarà andare a scadenza con un lungo e inutile braccio di ferro che metterebbe ai margini del progetto rossonero il giovanissimo portiere, ma non è questa la volontà dei cinesi. Il futuro per i signori Li, Yonghong e David Han, si chiama Donnarumma, e l’eventuale e ambiziosa qualificazione alla prossima Champions passerà dalle sue mani.

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Milan, presto l’incontro con Raiola per Donnarumma. Sarà un mercato ambzioso. Entro il 31 maggio la risposta Uefa sul VA

di Pasquale Campopiano

Il nuovo Milan è partito come meglio non poteva. Pianificando, progettando, organizzando la sua vita quotidiana a caccia di un futuro ambizioso. Erano mesi, forse anni che dalle parti di Casa Milan e Milanello non c’era così tanto fermento. Il neo amministratore delegato Marco Fassone ha subito dato il là al piano industriale dei cinesi e all’organizzazione logistica della “cosa” Milan. Scelto il capo della comunicazione, l’esperto giornalista Fabio Guadagnini, incontrati tutti i dipendenti di Ac Milan, disegnato il plan per le prossime settimane a tinte rossonere. Dall’altra parte, quella del campo, Massimiliano Mirabelli, neo direttore sportivo, ha subito stabilito un contatto diretto con Montella e la squadra. C’è grande felleing, grande voglia, grande ambizione.

SUBITO DONNARUMMA – Per questo motivo l’agenda dei nuovi dirigenti è già pienissima: si parte dal rinnovo di Gigio Donnarumma, quello che dovrà essere per forza di cose il primo acquisto del nuovo Milan cinese. Fassone e Raiola hanno già stabilito un primo contatto telefonico. L’ad del Diavolo ha subito chiarito all’agente del portierone le intenzioni della nuova società: fare di Donnarumma il futuro del Milan e blindarlo con un’offerta importante. L’ultima settimana di aprile sarà decisiva in tal senso, perché Fassone, Mirabelli e Raiola si incontreranno e getteranno le basi per il rinnovo. Le richieste: cinque milioni di euro, comprensivi di bonus, sono l’ingaggio che la nuova proprietà cinese dovrà garantire a “Gigio” per cinque anni, dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2022: un’operazione da 50 milioni lordi, firmato Mino Raiola. L’offerta: Fassone e Mirabelli faranno il loro gioco, l‘obiettivo e chiudere a quattro milioni e dare ai tifosi il primo grande tassello dell’era del Dragone. All’orizzonte c’è anche l’incontro per il rinnovo di Suso, anche in questo caso la ferma volontà della nuova dirigenza è blindare quello che ha rappresentato forse la nota più lieta di questa stagione. Occhio a Vincenzo Montella: sia Fassone che Mirabelli sono rimasti impressionati dalla grande professionalità e dal metodo di lavoro del tecnico napoletano, non è escluso che anche per lui non possa esserci un ulteriore attestato di fiducia con un anno in più di contratto e scadenza 2019.

PIANO INDUSTRIALE E VOLUNTARY AGREEMENT: LA UEFA RISPONDERA’ ENTRO IL 31 MAGGIO – Dopo il capitolo rinnovi, Marco Fassone si dedicherà (ma in parte lo sta già facendo) alla costruzione del piano industriale elaborato con Yonghong Li e David Han Li. L’AC Milan China, la società che qualche giorno fa vi anticipavo sul mio blog, che si occuperà del piano di espansione del marchio AC Milan oltre la Muraglia, è in fase di lancio. Partnership commerciali e quotazione in borsa saranno i punti focali di un piano di sviluppo ambizioso. A bocce ferme, con la fine del campionato, l’ad molto probabilmente volerà in Cina e per inizio giugno ci saranno importanti novità commerciali per tutti i tifosi. Capitolo Voluntary agreement: anche in questo caso, Fassone si è mosso per tempo. L’autodenuncia alla Uefa è stata inoltrata già prima di Natale, quando il closing era soltanto un miraggio. In parole povere il Milan fa “mea culpa” con la Uefa perché sa di non poter rispettare i parametri in questo momento, ma garantisce alla stessa un rientro calcolato entro il 2021. La richiesta, sia chiaro, è indipendente dalla partecipazione alla prossima Europa League, il Milan ha piani ambiziosi e vuole tornare lassù dove gli compete. Perciò dice alla Uefa: “Dammi fiducia, quest’anno mi indebito perché devo rinforzare la squadra, ma nei successivi tre esercizi ti dimostrerò con i miei bilanci che rientrerò nei tuoi parametri“.  (In queto articolo troverete tutti i dettagli del Voluntary Agreement e i parametri da rispettare con la Uefa). La risposta dell’organismo calcistico europeo al piano del Milan arriverà entro il 31 maggio.

IL MERCATO: BUDGET DI CIRCA 125 MILIONI – E veniamo al mercato. Fonti accreditate parlano di un budget per il club importante, circa 125 milioni. Che poi sono i soldi con interessi al 7,7 % che l’hedge fund americano Elliott ha messo a disposizione del Milan nel suo prestito cumulativo da 300 milioni (ricordate? 180 erano per il closing ed erano tassati all’11,5%). Da questa cifra vanno tolti circa 70 milioni per la gestione dal 1 luglio 2016 anticipata da Fininvest e restituita all’atto del closing dalla Rossoneri Lussemburgo. Bene, molti penseranno che i 60 milioni restanti saranno pochi per il mercato ma non è così. Innanzitutto a questa cifra vanno aggiunti i soldi per le eventuali cessioni di calciatori e le plusvalenze raggiunte. Ma per capire bene il meccanismo dobbiamo capire la differenza ta “stato patrimoniale e conto economico“. Lo stato patrimoniale è il cash, sono i soldi che hai in cassa, e fotografa la situazione finanziaria della società in un determinato periodo; il conto economico rappresenta il risultato di ogni esercizio, inclusi gli ammortamenti dei calciatori anno per anno più gli sitpendi lordi. A noi interessa quest’ultimo.

CAPIRE BENE IL MERCATO – Facciamo un esempio: se il Milan volesse comprare Aubameyang e il Dortmund fissasse il prezzo a 70 milioni, la cifra non va tolta interamente dal budget disponibile, ma dilazionata negli anni. Il costo di Aubameyang sull’attuale budget a disposizione di Fassone e Mirabelli sarebbe 70 milioni diviso gli anni di contratto al calciatore (poniamo 5 anni). A questa cifra va aggiunto l’ingaggio lordo al calciatore per questa stagione (poniamo per esempio 8 milioni lordi). In parole povere dal budget di mercato andranno decurtati 22 milioni per questa stagione (14 di ammortamento + 8 di ingaggio). E c’è di più, essendo Aubameyang acquistato a luglio, quindi a metà anno economico, inciderà per questo esercizio esattamente per la metà, quindi dal budget devo scalare appena 11 milioni, mentre a partire dalla prossima stagione Aubameyang mi costerà 22 milioni. Chiaro il meccanismo? Ecco perché il budget a disposizione di Fassone e Mirabelli sarà importante, già a partire dalla prossima sessione di calciomercato. Approfondirò il tutto nel mio libro #Nerosurosso. Molti tifosi mi chiedono quando sarà disponibile, sto scrivendo. Tutto dovrebbe essere pronto entro metà maggio.

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Milan, altro che America e Lussemburgo: il Diavolo volerà in Cina

di Pasquale Campopiano

Si chiamerà molto probabilmente Ac Milan China (ma anche se il nome sarà un altro il senso è chiaro, e sarà il braccio operativo del nuovo Diavolo d’Oriente. Marco Fassone è sbarcato stamattina di buon’ora a Milano ed ha subito dato il via ai lavori rossoneri. Il neo amministratore delegato ha in agenda tutta una serie di punti chiave per lo sviluppo del piano industriale cinese. Già, perché a discapito di quanto si potesse immaginare, con un prestito ponte arrivato dagli americani di Elliott e una società proprietaria, la Rossoneri Lux, di matrice lussemburghese, il Milan che verrà sarà quasi del tutto cinese. La sensazione forte di un marchio tutto orientale si è già avuta nel battesimo ufficiale della nuova dirigenza, che al derby con l’Inter ha esultato in blocco al pareggio pazzesco di Zapata al 97′. Yonghong Li e Han Li, spalleggiati dal direttore generale di Haixia e membro del cda rossonero Lu Bo, hanno fatto subito sentire una certa presenza.

IL MILAN CHINA – Il Milan che sbarca in Cina è il punto focale del neopresidente rossonero Yonghong Li. L’uomo al quale nessuno credeva, ma che è riuscito a mettere in piedi un’operazione da un miliardo di dollari. Mister Li è rientrato in Cina e con lui il suo braccio destro Han Li Si è subito messo al lavoro. Da Shenzen le menti del Dragone daranno vita a tutta una serie di contatti commerciali per sviluppare il marchio del Milan in Oriente. In attesa che le restrizioni del Governo si allentino e che gli investimenti nel Milan siano più facili da realizzare, da quest’altra parte del mondo Marco Fassone dara’ vita ad AC Milan China, la società di marketing annunciata in conferenza stampa il 14 aprile. Sara’ il quarto ramo di Ac Milan al fianco di Real Estate, Entertainment e Fondazione Milan, e svilupperà il business in Oriente. AC Milan China avrà un management tutto cinese, con amministratore delegato e dirigenti del posto pronti a sviluppare partnership commerciali e diffusione del marchio. In attesa della quotazione in borsa che resta uno dei punti cardine del piano industriale.

MIRABELLI NUOVO DS – In attesa che tutto accada oggi è il giorno di Massimiliano Mirabelli, che sarà ufficialmente nominato nuovo diesse rossonero. Al suo fianco entreranno altre figure nell’area sportiva, come quella del suo più fido collaboratore Giuseppe Mangiarano. Attraverso la sua fittissima rete di osservatori e un software gestionale di primissimo livello, Mirabelli arriverà a chiudere i primi colpi della nuova era cinese del Milan. Budget tra i 100 e i 150 milioni, contatti avviatissimi con Musacchio del Villarreal e Keita della Lazio. Non si perdono le piste Kolasinac e Kovacic, Fabregas resta un nome caldissimo, Morata un colpo fantastico. Il Milan sta per rinascere e ha voglia di tornare lassù, dall’Inferno al Paradiso.

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Il Milan è dei cinesi! Dedicato a tutti i tifosi

Poche righe. Per regalarvi un’emozione lunga un anno. Sono le 13.58 del 13 aprile del 2017. Ho scelto appositamente di arrivare a Milano in “zona closing”. In piazza Belgioioso c’è il mondo. Italiani, cinesi, stampa, tifosi e curiosi, il Diavolo sta vendendo la sua anima. Finalmente. Ognuno di voi avra’ vissuto il suo closing, il mio è andato così: il Frecciarossa Roma-Torino delle 11 arriva in Centrale alle 13.58. Fremo. Prendo la valigia e vado per primo verso l’uscita della carrozza 5, non lo faccio mai, di solito aspetto che si svuoti. Scendo la scaletta del treno e il mio telefono vibra…me lo sento, ci siamo! Due uomini, due grandi uomini mi scrivono su whatsapp la stessa parola: “Fatto”. Lascio la valigia tra i mugugni della gente pronta a scendere e twitto: “È FATTA! Sono le 13.59 del 13-04-2017, il #Milan è venduto! Io lo sapevo dal primo giorno, avevo venduto l’anima al #Diavolo! #Nerosurosso”. Primo. Ancora una volta. Per una volta voglio essere presuntuoso, non poteva essere altrimenti. Il Milan è dei cinesi, Berlusconi dice addio. Riprendo la mia valigia, sorrido, e penso a voi. A chi ci ha creduto, a chi a dubitato, a sostenitori e denigratori, a chi mi ha osannato e a chi mi ha insultato. Questo closing, questo mio closing, è tutto vostro.

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